La rivelazione nerazzurra Dudù: “All’Acqua&Sapone mi sento a casa, sogno l’Italia”

Dudù in azione nel suo debutto in serie A contro l'Eboli lo scorso novembre (Lattanzio)

Con il difensore di origini venete blindata la porta nerazzurra

Per la sua prima stagione italiana, si era portato dietro dal Brasile una valigia piena di sogni da realizzare. Eduardo Alano Farias, per tutti Dudù, famiglia di chiare origini italiane (i suoi avi partiti all’inizio del ‘900 da Povegliano, in provincia di Treviso), 23 anni, ultimo dai piedi educati e dalla straordinaria intelligenza tattica, è una delle grandi rivelazioni della serie A 2019/2020.

Il difensore italobrasiliano del ’96, che ha debuttato lo scorso 30 novembre al Palarigopiano contro la Feldi Eboli, nell’ultimo turno prima della sosta si è finalmente scrollato di dosso anche la maledizione del gol che non arrivava. Dopo pali, traverse e millimetri stregati, a Latina Dudù ha segnato non uno, ma due gol in una sola partita. Quello che conta di più, nell’economia della squadra di Bellarte, è il suo apporto alla fase difensiva: nelle nove partite giocate dall’ex ultimo del Tubarao, i ragazzi del presidente Barbarossa hanno incassato soltanto 8 gol (quattro clean sheet, poi uno dall’Eboli, uno dal Mantova, uno dall’Aniene, due dal Petrarca e tre dal Latina). Giusto per capire, nelle precedenti dieci partite in cui Dudù era in attesa del transfer e guardava dagli spalti, i nerazzurri hanno incassato ben 38 gol…

“Con me subiamo meno gol? Può darsi, ma credo che il vero motivo sia la crescita della squadra e il frutto del lavoro che ogni giorno facciamo sul campo – dice Dudù – . Con il passare dei mesi, siamo migliorati tutti insieme. A livello personale, devo dire grazie alla squadra, a Bellarte e alla società. Qui mi sono sentito subito a casa. E con questi giocatori fortissimi, ma anche splendidi fuori dal campo, tutto diventa più facile”.

Anche fare gol è diventato più semplice, dopo la prima doppietta italiana. “Ci ho provato in tutti i modi fin dalla mia prima partita, la porta avversaria sembrava stregata. Riuscire a segnare, a Latina, è stata una grande soddisfazione. Spero di ripetermi ancora… Voglio migliorare e mi alleno con questo obiettivo. In cosa? Devo limitare un po’ i cartellini gialli, ma è una questione di adattamento. In Brasile, certi falli non me li avrebbero fischiati: c’è più contatto. Sto capendo pian piano il futsal italiano e ogni partita che passa mi sento meglio”.

Nelle sue vene scorre sangue italiano, lo ha scoperto solo di recente, ma adesso sogna di onorare le sue origini vestendo la maglia azzurra. “Sì, un mio grande obiettivo è arrivare in Nazionale italiana. Quando ho saputo che la mia famiglia era di origini italiane, e che avrei potuto giocare in Italia con doppio passaporto, non ci ho pensato due volte e mi sono messo sul volo che mi ha portato qui all’Acqua&Sapone Unigross”.

Sei mesi di serie A, di cui tre passati in campo, per farsi un’idea di quello che sarà da febbraio a giugno: l’Acqua&Sapone con chi dovrà lottare su tutti i fronti? “Sicuramente con il Pesaro, ma credo anche contro il Rieti. Ma pensiamo a noi stessi, siamo una squadra fortissima e abbiamo i mezzi per vincere”.

Orlando D'Angelo
Addetto stampa e responsabile della comunicazione - Acqua e Sapone Futsal
Raccontare lo sport, dal campo o da dietro le quinte, in A o nei dilettanti, nei grandi stadi o nei palazzetti, in Italia o in qualsiasi altra parte del mondo. Ovunque rotoli un pallone, regalando emozioni, l’obiettivo è sempre lo stesso: raccontare. Dal 1997 sulle pagine de Il Messaggero, successivamente anche sul Guerin Sportivo, sul Corriere dello Sport e, dal 2009, sulla Gazzetta dello sport. Dal 2010 lavora anche nel futsal: la prima stagione in A2 con l’Adriatica Pescara, dal 2011 è il responsabile della comunicazione dell’AcquaeSapone Unigross Futsal. Con la stessa mission: raccontare lo sport a chi lo ama.